Daniela Papucci

pittrice estemporanea

Daniela Papucci nasce a Campi Bisenzio nel 1957, dove vive ed ha il suo studio di pittura.
Fin da piccola si interessa di fotografia e con gli anni sviluppa il suo lato artistico prima con il teatro e, successivamente con la pittura. Si forma presso il laboratorio artistico del pittore Giuseppe Menconi e prosegue il suo percorso nel laboratorio, a Calenzano, dell'associazione “Ellittica” dell'artista, pittore e scultore Marco Becattini. È qui che, tuttora, sviluppa molti dei suoi lavori.
Daniela ha partecipato a molte collettive, ricevendo buone critiche e soddisfazioni.
Nel maggio 2008 ha esposto in una personale presso il bar dell’Associazione Culturale "Volta pagina" di Lastra a Signa.


"La pittura di Daniela è varia ed articolata poiché tratta in egual misura i temi di paesaggio, della figura e degli animali, adoperando colori non squillanti e usando raramente toni accesi, mantenendo così un'accordatura coloristica al di sotto di un tono del reale. Infatti la sua pittura non è di stampo macchiaiolo ,lo dimostrano sia i suoi paesaggi dalle prospettive dritte e tese con un'atmosfera sottilmente irreale, sia le sue figure statiche e pensose, sia i suoi animali sbalzati in primo piano con poche notazioni paesistiche.
Tutto ciò mi porta a considerare che il tema centrale di tutta la sua opera è l'uomo e la sua esistenza, analizzata nel suo continuo e alternante scambio fra momenti sereni ed altri più dolorosi. Sembra quasi che l'animo dell'artista si plachi in un paesaggio dalle acque calme e in altre si arrovelli in linee dritte e in atmosfere desolate. Solamente i suoi animali sono colti nella loro quotidianità proprio perché privi delle problematiche umane.
Nella pittura di Daniela si evidenziano due fasi ben distinte, la prima dove il colore è steso a pennello e si dispone uniformemente sulla superficie dell'opera, la seconda dove la materia pittorica è spalmata a spatola e, raggrumandosi, rende la superficie vibrante.
Sono due diversi aspetti di una pittura che definirei neoromantica permeata di phatos e sorretta da una buona tecnica, perciò meritevole di essere guardata con attenzione."

Enrico Guarnieri